UNA VALLE DI TOPONIMI


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Come veniva utilizzato

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DESCRIZIONE

Era esattamente il punto in cui la Vià da le Prigale iniziava a scendere verso il paese, provenendo dal sentiero principale della Paghèra. Il sentiero doveva essere molto ripido ed impervio, soprattutto per le priàle, che dovevano trasportare a valle enormi carichi di tronchi e legname.

Numerosi erano i casi in cui la priàla si rovesciava con tutto il suo carico, a volte con conseguenze gravi per gli animali (che spesso rischiavano di rompersi le zampe o rimanere schiacciati dal peso della prigala) e per le persone, come si può intuire dalle testimonianze rilasciate ai nostri ragazzi dagli anziani del paese.


FONTI INFORMATIVE

Carmela Gnani racconta che una volta la signora Domenica Bernardi si è rovesciata con la priàla, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, grazie al pronto intervento degli uomini che l’hanno soccorsa. (testimonianza raccolta dalla nipote Bressanelli Barbara)

Anche Ramponi Egidio ricorda di un mulo morto perché travolto dal peso della priàla. (testimonianza raccolta da Ramponi Micaela)

Vengono citati dalle fonti episodi di schiacciamento e morte legati al rovesciamento dei carri, come si può desumere da questa testimonianza riportata dai registri parrocchiali:

21 Luglio 1765

“Giuseppe, figlio di Pietro Moratti, d’anni 20 et mesi 2 incirca: è morto ieri venendo dalla montagna di Olda verso il Corno di Basto, con prontezza di tempo presenti però molte persone che pasturavano il bestiame ed il Rev.do Sig.r Cappellano, che essendo nelli prati di Sonza con prontezza accorse dandoli al meglio che potè l’assoluzione con breve assistenza; era questo Giovane di bona vita e sani costumi. Fù sepolto da me Bernardo Bernardi Rett.e nel cimiterio di S. Eusebi.”
(Bercio, op.cit, pag. 94)


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