UNA VALLE DI TOPONIMI


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Come veniva utilizzato

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DESCRIZIONE

In questo punto del sentiero sono ben visibili i solchi lasciati dalle priàle. E’ un tratto con una selciatura fatta da pietroni abbastanza grandi, che venivano sistemati per evitare il dissesto provocato dal continuo passaggio delle slitte sul terreno.
Sappiamo che le priàle avevano ruote di legno non tanto grandi, ricoperte da cerchi in ferro che le rinforzavano e ne evitavano l’usura e i traumi. E’ stata proprio la copertura in ferro delle ruote ad incidere solchi così profondi nei pietroni del lastricato, lasciando in questo modo tracce indelebili di un lontano passato…
Grazie agli esperti del Parco Adamello (Matteo e Giancarlo), abbiamo imparato che, a questa quota, cambiava la gestione del castagneto: infatti qui il bosco veniva lasciato “a ceduo”, cioè si sfruttava la pianta per ricavarne il legname. Gli alberi venivano quindi tagliati alla base.
Ottenere piante forti e robuste, adatte ai diversi utilizzi (da frutto, da legname…) era il risultato di un sapiente lavoro di innesto, di selezione delle specie migliori, di individuazione dei polloni più adatti…
Abbiamo anche scoperto che le piante si ammalano, proprio come noi. Alcuni esemplari, infatti, presentano i sintomi caratteristici del cancro delle piante (in dialetto il
mal da l’inchiostro) causato dal fungo Cryfonectria parassitica che ne aggredisce il colletto e causa il distacco della corteccia.



Giancarlo ci insegna i segreti dei castagni
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