UNA VALLE DI TOPONIMI


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Come veniva utilizzato

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DESCRIZIONE

Abbiamo già detto quanto fosse importante il castagno nell'economia rurale di un tempo. I frutti venivano addirittura chiamati "il pane dei poveri" ed erano utilizzati in cucina per la preparazione di mille pietanze, per ottenerne la farina, oppure erano utilizzati come merce di scambio.

Le foglie e la corteccia venivano impiegate per estrarre il TANNINO, sostanza dal caratteristico colore bruno scuro utilizzata per la conciatura delle pelli. La sua principale proprietà è quella di bloccare il processo di decomposizione e permette la conservazione dei materiali con cui venivano impregnati.
Quando piove il tannino si disperde nell’ambiente impedendo la crescita e la germinazione di altre piccole piante.
Il castagno è una specie eliofila: ha quindi bisogno di molta luce per svilupparsi al meglio. Gli esemplari più maestosi possono arrivare fino a 25-30 metri di circonferenza!
Abbiamo osservato che i castagni sono ben distribuiti nell’ambiente, a debita distanza gli uni dagli altri. I prati in questa località sono ancora ben tenuti, regolarmente falciati e curati. Un tempo erano destinati prevalentemente al pascolo di bovini e suini.

Abbiamo scoperto che anche da noi veniva praticata un’antichissima usanza: lo IUS PLANTANDI, parola che si riferisce al diritto riservato alle famiglie di piantare i castagni all’interno dei terreni di proprietà comune e di beneficiare dei frutti.

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