Menu principale:
Analisi toponimi capolouogo > Vasca_Furan_da_le Strìe
DESCRIZIONE
Poco sopra la Vasca, abbiamo scoperto che si trova un luogo, oggi praticamente inaccessibile, completamente sepolto dalla vegetazione, denominato “Furan da le Strie”. Proseguendo nella nostra ricerca ci siamo resi conto che molte sono le località che portano denominazioni legate a leggende radicate nella tradizione popolare che raccontano di streghe ed esseri diabolici.
In questo caso, si tratta di un enorme masso sormontato da una pietra cava completamente annerita: se lo si osserva attentamente ricorda proprio la forma di un enorme fornace in pietra. Secondo gli anziani, questo sarebbe il luogo dove le streghe cuocevano il pane e chissà quali altri intrugli…
Ecco che cosa a scoperto un’alunna di classe terza:
Nel mio paese, secondo varie leggende narrate dai nonni, ci sono dei luoghi dove le streghe si radunavano per i loro malefici incontri o per compiere i loro loschi traffici. Nel paese non si parla volentieri di questi posti che incutono ancora un certo timore, ma sono riuscita a scoprirne due:
Il Furan Da le Strie: è un antro ricavato dalla roccia,quasi completamente nascosto dalla vegetazione che sovrasta il paese. Si narra che in questo luogo oscuro le streghe facessero delle feste con il demonio in persona e che vi cuocessero il pane; per questo il buco è così nero: a causa del fumo e della fuliggine che usciva dal camino del forno delle streghe.
Il Sant dei Marcacc: è uno spiazzo che si trova ai lati della strada che dalle Malògne porta a Föit. Ora c’è un piccolo parcheggio con dei tavolini da pic-nic, ma anticamente si narrava che se ci si recava in questo posto a mezzanotte si potevano vedere le streghe che contavano i soldi e li facevano tintinnare e ballare per terra. Secondo me era un espediente per tenere lontani i curiosi perché questa strada collega il nostro paese ad una frazione e proprio in quello spiazzo potrebbero essersi svolti anticamente gli scambi commerciali tra gli abitanti.
Da queste leggende è nato il lavoro teatrale che abbiamo allestito quest’anno (2008/09) dal titolo “Silenzio, passa la Caterina”. Vi regaliamo la traccia dalla quale è poi nato il copione.
ANDARRE A CERCARE LA STREGA NEL BOSCO…
Gli abitanti sono esasperati:non ne possono più di carestie, morie improvvise del bestiame e dei raccolti, malattie incurabili ed incendi! Tutta colpa di quella donnaccia, sì proprio quella che è arrivata da lontano e vive in un punto imprecisato del bosco! La soluzione è una sola:andarla a cercare per darle una bella lezione una volta per tutte. All’alba tutto il villaggio tranne i bambini e gli anziani è riunito nella piazza principale armato di forche, bastoni e di fiaccole ardenti. La selva sembra impenetrabile, ma piano piano tutti ne vengono avvolti… il giorno passa velocemente e si riposa solamente per un pasto frugale preparato dalle donne. Il tramonto è ormai passato da ore…il buio avvolge completamente i contadini impauriti…tutti sono uniti in gruppo. Separarsi vorrebbe dire diventare facile preda degli animali notturni o, peggio, della strega, che sembra giocare una sadica partita a nascondino con quella accozzaglia di disperati. Ad un certo punto…un fruscìo. Tutti gli occhi si volgono nella stessa direzione, tutte le mani madide di sudore stringono convulsamente un’arma o un oggetto contundente, tutti i corpi si uniscono in un unico tremito. Una voce agghiacciante sibila qualche parola sconosciuta alle spalle di questo “branco” smarrito. Nessuno seppe cosa successe dopo…la mattina seguente gli abitanti si risvegliarono nelle loro case, ma il villaggio era stranamente ammutolito:i bambini, che ogni mattina davano la sveglia con la loro gioiosa vocetta squillante,erano tutti spariti.
[Autori: i ragazzi di Terza].




Menu di sezione: