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Analisi toponimi capolouogo > Vià_da_le_Priàle
DESCRIZIONE
La Scommessa
Si racconta che un giovane, mentre scendeva dalla montagna con una priàla carica di legna, fu travolto dal suo carro. I suoi parenti, vedendo che non tornava a casa, si preoccuparono ed andarono a cercarlo. Con gran dispiacere lo trovarono morto sotto la catasta di legna e lo portarono alla sala mortuaria, certi che sarebbe andata molta gente a far visita al defunto. Era l’ultimo giorno di carnevale ed un gruppo di ragazzi stava festeggiando in una stalla. Dopo aver mangiato casoncelli e bevuto molto vino, si misero a fare delle scommesse. Uno di questi disse: < Scommettete che sono capace di far compagnia al morto per tutta la notte?>. < Mai bù! [non sarai mai capace!] > gli risposero gli altri. Allora si fece avanti un altro che, con aria spavalda, disse: < Volete vedere che io riuscirò ad imboccare il povero morto con dei casoncelli?>. < Mai bù!> risposero di nuovo in coro gli amici. Ma quello proseguì: < Scommettiamo: chi perderà la scommessa, pagherà la cena>. Gli altri accettarono, sicuri di vincere.
Il giovane, presa una forchetta, un piatto, qualche casoncello, partì con due testimoni che illuminavano il percorso con una candela. Gli altri ragazzi, resisi conto che avrebbero perso la scommessa, escogitarono un piano. Corsero alla camera mortuaria prendendo una scorciatoia e sostituirono il defunto con un ragazzo vivo ed affamato. Quando arrivò il giovane della scommessa, si avvicinò al “morto” e disse: < morto, bel morto, mangia il casoncello!>. < Ahaaammm!> fece il finto morto spalancando la bocca e mangiando il boccone.
Si dice che quel giovane, rimase “stecchito” con la sua forchetta in mano!
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