UNA VALLE DI TOPONIMI


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Metodologia

Percorso

IPOTESI DI PIANO DEGLI ALUNNI

Metodologia
“Una Valle di Toponimi” : un progetto ambizioso e molto impegnativo sia dal punto di vista dell’enorme quantità di materiale da gestire, sia dal punto di vista della vastità e complessità dell’argomento. Lavorare sui toponimi con metodo “scientifico”, significa avere dimestichezza con il dialetto (che ormai in molte famiglie non si parla più), ricercare etimologie, fare ipotesi interpretative sul significato dei nomi, lavorare sulle mappe, riferirsi ad antichi Catasti, operare attraverso la ricerca un continuo confronto tra passato e presente, cogliere i segni di trasformazione del paesaggio…
Ci è sembrata una bella sfida che abbiamo accolto con entusiasmo, nonostante le esigue risorse (soprattutto umane, di organico e di orari) di cui dispone la nostra sezione.
Ad un primo censimento, sono risultati più di cento toponimi solo del territorio di Berzo (vedi Elenco Toponimi), così abbiamo deciso di circoscrivere la ricerca ad un aspetto in particolare:
individuare, attraverso le testimonianze, l’antico tracciato (oggi ormai quasi completamente scomparso) che dalla “pineta” permetteva ai grandi carri chiamati
priàle di scendere con il loro carico di tronchi e legname al paese (La vià da le prigàle o priàle)
in un secondo momento abbiamo allargato il campo di indagine a tutti i toponimi che si possono individuare percorrendo questo tracciato.
Una volta definito con esattezza il numero dei toponimi da studiare, abbiamo
strutturato le interviste agli anziani, in modo da porre l’accento proprio sulle trasformazioni del paesaggio, sulle coltivazioni andate in disuso, su come venivano sfruttate le risorse naturali, su come sono cambiate nel corso degli anni le attività lavorative…
Qui sotto riportiamo il modello di intervista che abbiamo strutturato:

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
SEZIONE BERZO DEMO

PROGETTO
Vial de le prigale
Laboratorio di educazione ambientale e toponomastica

SCHEMA- PROSPETTO
PER LA CONDUZIONE DELL’INTERVISTA

Dati generali dell’intervistato
NOME:
COGNOME:
Scutùm della famiglia:

DATA DI NASCITA: ANNI:
LUOGO DI NASCITA:
PROFESSIONE:
(se pensionato) PROFESSIONE ESERCITATA PRIMA DELLA PENSIONE:

La nostra sezione intende condurre un lavoro di ricerca e studio su alcuni
toponimi (= nomi di località) del nostro territorio. In particolare vorremmo conoscere meglio il percorso denominato “Via o Vial de le Prigale”.

INFORMAZIONI GENERALI SUL PERCORSO

  • Ne ha mai sentito parlare?
  • Ci può ripetere come si pronuncia esattamente in dialetto?
  • Sa dirci qual è l’intero percorso attraversato da questo sentiero? Da dove partiva esattamente e dove terminava?
  • Sa elencare le località più importanti che si attraversavano partendo dal paese?
  • Ha mai sentito parlare dei “Saspeit de Feföra”? Se sì, cosa ci può dire al riguardo?
  • Ricorda il nome di altre località che oggi non si nominano più perché sono state invase dal bosco spontaneo?
  • Sa dirci in che modo sono cambiati il paesaggio e l’ambiente circostante nel corso degli anni?
  • Sa se c’erano degli animali selvatici che oggi non si vedono più? Avevate paura dell’orso o del lupo?
  • Ha delle fotografie di anni trascorsi che ritraggono la vita di montagna o la lavorazione del legname? (a partire dagli anni ’50 circa…)? Ce le potrebbe prestare? Ci impegniamo a conservarle e restituirle nell’arco di qualche giorno!
  • Sarebbe disposto ad accompagnarci lungo questo sentiero?


INFORMAZIONI SULLA PRIGALA

  • Sa dirci con esattezza che cos’è una prigala?
  • Riesce a descriverne le diverse parti che la componevano?
  • Riesce a raccontarci com’era fatta esattamente?Con quali materiali era realizzata? Quali erano le diverse fasi della costruzione?
  • Chi la costruiva? Persone specializzate oppure ogni famiglia predisponeva la propria?
  • Questa struttura è cambiata nel tempo?
  • A cosa serviva principalmente?
  • Era utilizzata anche per usi secondari?
  • Come avveniva praticamente il trasporto del legname al paese? Venivano utilizzati anche degli animali: quali in particolare?
  • Ci sono ancora tracce lungo il sentiero che possono testimoniare il passaggio delle prigale?


INFORMAZIONI SULLE ATTIVITA’ DELL’UOMO

  • Se dovesse ripercorrere il sentiero scendendo da Ulda verso Berzo, saprebbe descrivere il tipo di vegetazione che si incontrava un tempo alle diverse altitudini? Fino a dove arrivava la “pineta” e dove iniziavano i campi o i prati destinati al pascolo?
  • I campi erano coltivati tutti allo stesso modo? Quali erano le principali coltivazioni praticate nel corso dell’anno?
  • C’erano delle particolari piante che venivano raccolte mentre si scendeva al paese per ricavarne infusi, decotti, medicamenti o altro?
  • Di tutto ciò che si raccoglieva, cosa veniva tenuto per la famiglia e cosa poteva essere venduto?
  • Cosa facevano i bambini? Quali piccole attività dovevano svolgere per aiutare la famiglia?
  • A chi si vendeva? Era sviluppata una forma di commercio con i paesi vicini? Quali prodotti venivano scambiati?


PARTE ANTROPOLOGICO-CULTURALE

  • Si ricorda se ci sono dei racconti, delle leggende, delle storie di paura legate ad una delle località sopra ricordate? (ad esempio piccoli racconti legati ai diversi “Coran….”)
  • Saprebbe raccontarcene almeno una?
  • Conosce dei proverbi o degli aneddoti (= piccole storie, spesso umoristiche) legati all’uso delle prigale o alla lavorazione del legname?
  • In che cosa consisteva il lavoro del boscaiolo?
  • Le hanno mai raccontato di incidenti o fatti tragici avvenuti proprio durante il trasporto con le prigale?
  • Conosce racconti di paura o altre storielle che si riferiscono agli animali selvatici di quell’ambiente? Ce li potrebbe raccontare?
  • La gente di un tempo aveva molto rispetto per l’alta montagna. Se non serviva per vivere, la montagna veniva “lasciata in pace” e non veniva “disturbata”. Oggi, invece, le persone hanno esplorato e scoperto ormai tutti gli “angoli” più impervi delle montagne. Come mai secondo lei un tempo c’era questo sentimento di così profondo rispetto ed insieme timore per ciò che non si conosceva? Cosa ne pensa in proposito?


Grazie per la sua preziosa testimonianza e….. l’aspettiamo a scuola!

NOTE:
Per la corretta conduzione dell’intervista è preferibile lasciar parlare l’intervistato nella sua “lingua madre”. Se preferisce il dialetto, è consigliabile lasciarlo parlare in dialetto. Può accadere anche che alterni momenti in italiano e momenti in dialetto: non intervenite e lasciate proseguire il discorso.
E’ importantissimo non italianizzare i nomi delle località o delle piante. Tutti i nomi vanno riportati così come vengono pronunciati.
Per la corretta registrazione dei diversi nomi, solo se l’intervistato lo consente, sarebbe opportuno condurre l’intervista registrandola con un piccolo registratore vocale o con la videocamera; si possono anche girare brevi filmati di circa 60’’ con la fotocamera digitale. Tutto questo
solo se l’intervistato acconsente.


Infine abbiamo compiuto una serie di uscite lungo questo tracciato per analizzare le caratteristiche di ciascuna località individuata dai toponimi. Ecco la
scheda di analisi che abbiamo utilizzato:

Scheda per il censimento e la catalogazione dei toponimi

Data escursione

Firma del rilevatore:

Comune

Frazione
Località di partenza

Altitudine
Orientamento

Toponimo

n.___________
Nome

Forma popolare
(trascrizione dal dialetto):


Forma ufficiale
(se si trova sulla carta):
Registrazione
con corretta dizione

£ no £

Foto di oggi:

(data della fotografia)








Posizione:

quota
descrizione
disegni
fonti informative


Com’è il luogo oggi

Descrizione

Fonti e riferimenti cartografici:
Fonti informative
Disegni
Come viene utilizzato:

Foto del passato

(data della fotografia – basta anche il periodo approssimativo, tipo: anni ’50….)
In alternativa, disegni


Com’era nel passato

Descrizione
Fonti informative
Come veniva utilizzato:
Principali colture o piantagioni boschive
Leggende e aneddoti ad esso legati:
£ no £
Attribuire un titolo provvisorio alla storia:
…………………………………………………………………………………

Significato del toponimo

Ipotesi interpretative

Fonti informative

Annotazioni particolari

I nostri intervistati
Abbiamo scelto di riunire tutte le informazioni raccolte dai ragazzi mediante le interviste in un lavoro unitario. Per questo solo in alcuni casi, sono riportati nel sito i nomi degli intervistati. Tuttavia, è giusto e doveroso riportare qui di seguito i nomi delle persone anziane intervistate.
Il nostro lavoro è frutto della gentilezza e della disponibilità di tanti nonni e nonne anziane che si sono sottoposti al fuoco incrociato delle domande dei loro nipoti. Cogliamo l’occasione per ringraziarli di questo prezioso contributo.
Testimonianze di (in ordine casuale):
Vincenzo Bernardi - classe 1939 e Maria Nella Ramponi - classe 1941 di Berzo Demo - nonni di Belotti Alessia
Bianchi Adelaide, classe 1921 di Demo di Berzo-Demo (scutùm: Natio) – intervistata da Chiara Bottanelli
Santo Guani – Valsaviore classe 1934 (scutùm: Blaisa) – nonno di Vittorio Ferrari
Irene Parolari – Monte, classe 1933 (scutùm Batistì) – intervistata da Piapi Sara
Regazzoli Domenico - classe 1937 (scutùm Giàgio) – nonno di Chiara Domenighini
Giacinto Rivetta, Monte – classe 1930 – nonno di Ivan e Simone Rivetta
Cominassi Maria Assunta - Classe 1938 (scutùm: Ciù) – nonna di Matteo Bernardi
Maria Baccanelli – classe 1925 (scutùm Sichèle)- intervistata da Cinzia Bona
Pierina Baccanelli – classe 1932 – nonna di Enrica Cominassi ed intervistata da Enrica e Mara Cominassi
Parolari Valeria - classe - nonna di Chiara Rivetta
Piapi Gian Pietro – classe 1967 – papà di Sara Piapi
Ci sono ancora tanti nonni e nonne che hanno rilasciato le interviste, ma dei dati dei quali al momento non siamo a disposizione. Ce ne scusiamo e raccomandiamo di contattarci per poter completare l’elenco degli intervistati.

Bibilografia
Essendo il nostro un lavoro di ricerca, il materiale e le informazioni sono tutte “di prima mano”.
Indichiamo qui di seguito la bibliografia utilizzata per dare qualche “sbirciatina”, di tanto in tanto!

AA.VV. (Baccanelli, Boldini, Moreschi, Ruggeri),
Bercio – Storia religiosa e civile del Comune di Berzo-Demo, Tipografia Camuna, 2003

Beretta Claudio,
Toponomastica in Valcamonica e Lombardia – Capo di Ponte, Edizioni del Centro 1997 – Collana Archivi, vol 11

Berzo Ieri e Oggi – Giornalino ciclostilato e stampato in proprio dalla Scuola Elementare di Berzo-Demo dall’Anno Scolastico 1984-85 fino all’Anno scolastico 1993-94 (Opera in dieci volumi – uno per ogni anno scolastico - in cui sono raccolte le ricerche sul territorio, le tradizioni, la cultura locali, svolte dai bambini della Scuola Elementare di Berzo coordinati dalla Maestra Rossini Neva)

Gnaga Arnaldo,
Vocabolario topografico toponomastico della Provincia di Brescia, ed Giornale di Brescia – Ristampa 1981

Goldaniga Giacomo,
Storie, leggende e racconti della Valcamonica, Boario-Terme, Lineagrafica 2005

Parco Adamello,
Guida del Parco Adamello – Storia, natura, cultura, itinerari, Edizione del Parco - la Cittadina

Parco Adamello,
Verso il dizionario toponomastico camuno – Un esperimento in Valle di Saviore – Tipografia Camuna, 1999

Provincia di Brescia,
Il Paesaggio bresciano, Ed. Grafo 2005

Statuti del Comune di Berzo-Demo 1656 – pubblicazione a cura dell’Amministrazione Comunale 1988 (trascrizione degli Statuti del 1656 della Vicinia di Berzo-Demo ad opera degli Alunni della Scuola Media – 1978)

E. Bonalda – G.B. Zanotti,
I mestieri camuni di una volta, Tipolitografia Valgrigna, Esine 2004

PIANO DELLE ATTIVITA' SVOLTE

Fasi di lavoro:

1. Presentazione del progetto alle classi coinvolte (classi prima e seconda dell'Anno Scolastico 2007/08)

2. Predisposizione del questionario per le interviste e della scheda per analizzare i toponimi.

3. Realizzazione interviste.

4. Uscite sul territorio e analisi delle caratteristiche dei luoghi corrispondenti ai diversi toponimi.

5. Analisi e rielaborazione di tutto il materiale raccolto. I ragazzi lo sistemano in formato digitale.

6. I docenti procedono alla informatizzazione di tutto il materiale sul Software - Modello "Valle di toponimi" (A.S. 2008/09)

7. Realizzazione e collocazione dei pannelli relativi ai toponimi studiati in loco (A.S. 2009/10)

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