UNA VALLE DI TOPONIMI


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Presentazione

COMUNE DI BERZO DEMO

BREVE PRESENTAZIONE DEL COMUNE

Il comune di Berzo-Demo è ubicato nella Media Valcamonica, a circa 18 km da Breno. La distanza che lo separa dalla città capoluogo di provincia, Brescia, è di circa 92 Km. Dista inoltre circa 35 km da Ponte di Legno, il principale centro turistico dell’Alta Valle.
Il suo territorio si estende sul versante idrografico sinistro del fiume Oglio, da quota 440 mt s/l/m (alveo del fiume Oglio) a quota 2481 mt (Piz Olda) per circa 1603 ettari. Si adagia sul versante esposto verso sud del sistema Piz Olda-Monte Marsèr e si articola in tre frazioni principali: Berzo capoluogo, Demo, Monte, ma comprende anche altre località come Palazzina, Saletto, Forno Allione, Bettolino, Lorengo.

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Berzo: panorama dalla strada che porta a Loa
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INSEDIAMENTI ABITATIVI
Berzo (Capoluogo) – 775 mt s/l/m
A vederlo dal fondo valle, per chi percorre la Statale 42 del Tonale e della Mendola, in direzione Edolo, sembra uno di quei paeselli da fiaba, abbarbicato sul pendio della montagna, cui resta saldamente aggrappato.
Berzo rimane incastonato a mezzacosta, in uno stupendo anfiteatro che si apre a balcone sulla vallata. Dal paese un incredibile anello di montagne aiuta lo sguardo a spaziare verso l’alto: a 360° si possono contemplare cime e vedrette innevate per buona parte dell’anno.
La prima cosa che si nota è la sua straordinaria esposizione sul lato “al solivo” della montagna, che gli permette di godere di un clima relativamente favorevole anche negli inverni più rigidi, tanto da meritarsi l’appellativo di “Sanremo della Valcamonica”.
Ricchissimo il patrimonio storico ed antropologico, che va dal ritrovamento del 2002 di resti di un insediamento alpino databile tra l’età del Ferro e l’epoca della romanizzazione, alle incisioni rupestri della curva delle Bòre (ancora oggi oggetto di studio), ai resti delle fortificazioni militari in località Loa, realizzate nel periodo della Grande Guerra.
Poco conservato il centro storico, travolto purtroppo dall’inesorabile progresso economico portato dalle industrie negli anni ’60 e ’70, che non ha saputo conservare l’eredità della millenaria civiltà rurale e contadina. Tra le tante cose che sono andate via via scomparendo ricordiamo i caratteristici
coèrcc (le volte che collegavano le abitazioni disposte sui lati opposti delle vie) di cui il paese era ricchissimo e le strutture delle più antiche abitazioni, realizzate con la tipica tecnica a gradìs (graticcio, fatto di rami interecciati con paglia e legati con malta).
Splendida la Parrocchiale con l’imponente ancona dell’altare maggiore, uno dei più alti esempi di scultura lignea della Valle, opera di artisti della scuola di Pietro Ramus.
Demo
Adagiato sul fondovalle a 512 mt s/l/m, Demo gode di una posizione favorevole lungo le principali vie di comunicazione: è attraversato a sud dalla Statale 42, la principale arteria della Valle, dalla quale si diparte la Strada Provinciale 84 in direzione di Cevo e Saviore dell’Adamello. Ha conosciuto un notevole sviluppo demografico soprattutto a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, grazie alla presenza degli Stabilimenti UCI (Union Carbide Corporation Italia) di Forno d’Allione. A Demo si sono insediati numerosi nuclei familiari provenienti dai limitrofi abitati di Berzo e Monte e dai vicini paesi della Valsaviore. Nei cognomi è rimasta l’eco della provenienza delle diverse famiglie.
Anche l’abitato di Demo può vantare un patrimonio storico e culturale di notevole interesse, a partire dalla piccola chiesetta di San Zenone, adagiata sulla collinetta omonima, la più antica sede parrocchiale per tutti e tre gli abitati del comune. Ancora ben identificabile la Torre medioevale del XIII secolo, alta 14 metri, oggi torre campanaria sovralzata per adibire la struttura a campanile.
Monte
Sulla Provinciale verso Cevo, è l’unico dei tre paesi con il centro storico perfettamente conservato: presenta minuscole ed impervie viuzze con le caratteristiche abitazioni in pietra e sassi. In questi anni ne è stato rivalutato il patrimonio culturale ed etnografico, facendone oggetto di interventi conservativi e, soprattutto, si è cercato di stimolare il richiamo turistico attraverso la manifestazione Ere da Nadal dal Mut, originale rivisitazione dei mercatini natalizi che si svolge ogni anno a Dicembre, durante il ponte dell’Immacolata.

SFRUTTAMENTO DEL TERRITORIO ed INFLUENZE CULTURALI
Dalle interviste rilasciate dai nostri anziani, in tutti sopravvive il ricordo di una perfetta simbiosi tra l’uomo e la natura, costruita sul rispetto profondo dell’ambiente che li circondava, nella consapevolezza che la natura doveva essere soprattutto amata, rispettata nei ritmi delle sue stagioni, curata e saggiamente piegata alle necessità della sopravvivenza quotidiana.
Ne emerge una grande nostalgia per un tempo in cui “non c’erano le macchine, ma la gente era più buona, si aiutava e non era invidiosa del successo economico e sociale altrui”.
Tutti poverissimi, dunque, ma tutti con un forte senso di appartenenza alla propria comunità.
Il cambiamento radicale, da una economia totalmente rurale ed agricola fino alla perdita dell’identità sul ruolo economico dell’area nel nostro contesto territoriale, lo abbiamo già detto (ma senza voler demonizzare un passato che ha pur portato notevoli vantaggi alle nostre famiglie), arriva con l’epoca delle industrie, a partire dal secondo dopoguerra, con il conseguente abbandono dei suoli agricoli e la ricomparsa del bosco spontaneo fino alle soglie dei paesi.
Un’ inversione di tendenza si intravede in tutta la miriade di iniziative che in questi anni si moltiplicano in Valcamonica e puntano alla riscoperta ed alla valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale, storico, etnico, antropologico, delle tradizioni culinarie e dei prodotti tipici.
La sfida è quella di non soffermarsi a superficiali e nostalgiche rivisitazioni del passato, ma di resistere alla inesorabile avanzata della globalizzazione che tutto travolge e spazza via, con lungimiranza e capacità di far diventare il ricco patrimonio locale, occasione di lavoro e di ricchezza per chi nel suo territorio, in questi paesi, è nato e trova le sue radici.
La collocazione all'interno del Parco Adamello può costituire una grande opportunità per tutela, la rivalutazione e lo sviluppo di questo territorio.



Centro storico di MonteUn'antica abitazione di BerzoAbitazioni di MonteCaratteristici balconi in legno

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