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Analisi toponimi capolouogo > Viā_da_le_Priāle
IPOTESI INTERPRETATIVE
La priala era un mezzo rudimentale trainato da buoi e muli, che serviva pertrasportare, lungo sentieri ripidi, materiali di vario genere: legname, fogliame, segale, fieno, oppure addirittura persone.Consisteva nell'avantreno di un carro munito di stanghe; sull'asse delle ruote venivano posti due legni che formavano un piano inclinato. Si caricavano poi gli enormi tronchi che venivano legati con le funi e trascinati a valle a stascico (in dialetto a strüsa.)Il "pilota" della priala doveva essere esperto ed abile nella guida degli animali e nel frenare il carro nelle ripide discese o nelle curve.
Dalla nostre interviste:
Era composta da due parti: nella parte anteriore cerano due ruote molto piccole cui erano collegate le stanghe da aggiogare gli animali e la parte posteriore aveva quattro ruote. Era fatta di ferro e di legno (betulla e frassino in particolare) con ruote molto basse per facilitare il transito in alta montagna; una parte in ferro teneva uniti i le due parti della prigala.
Per trasportare legname in paese veniva utilizzata solo la parte anteriore della prigāla alla quale veniva ancorata la legna e trascinata a valle
Con il legname venivano realizzate le assi per la realizzazione di manufatti vari anche le bare
La priāla era un carro fatto con legname resistente come frassino, ciliegio, rovere. Era una slitta che veniva principalmente usata per trasportare legname, sassi, fieno o altro materiale. Veniva usata quando non cera la neve.
Era composta da quattro ruote in legno rinforzate con ferro. Due lunghe stanghe di legno collegavano il carro ai muli e venivano attaccate al collare degli animali mediante delle catene. Gli animali impiegati per il trasporto erano principalmente muli, ma anche asini, cavalli, buoi.
Era inoltre munita di freni per affrontare le discese pių ripide.
La prigāla veniva costruita da artigiani e falegnami del posto. Le ruote venivano acquistate a Edolo.
Quasi tutte le famiglie ne possedevano una, specialmente chi aveva gli animali da soma. Le famiglie che la possedevano erano principalmente le pių ricche del Paese: i Corčgn ed i Rago
Segherie Garda, Monte, Cedegolo
Oggi il lavoro della priāla viene svolto dai mezzi meccanici: i trattori.
Il termine priala si trova giā negli Statuti del 1656
Cap 24
Che alcune non possa condure ne vendere legne fora del comune
E statuito che alcuno non ardisca ne presumi condure, vender legne di sorte alcuna de legne del comune fora del comunavole, ne meno portarle in pena di lire quattro per priala e lire doi per brozzo, et una lira per mazolo per ogni volta che saranno ritrovati, reservando perō se alcuni nhavesse di sua di castegna over altra che fusse sua propria, ma delle legne comunavoli cascano in detta pena, ogni uno potrā portar col suo giuramento et la terza parte haverā lacusator, una parte il comune, cioč il resto il comune.
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