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Analisi toponimi capolouogo > Coran_da_Bast
IPOTESI INTERPRETATIVE
Sul termine Coràn siamo abbastanza sicuri che indichi un dosso roccioso, anche piuttosto sporgente, in posizione dominante e ben visibile a chi sale dal basso. Sul termine Bast proprio non siamo riusciti a trovare nessun significato.
Possiamo azzardare solo un’ipotesi interpretativa, che però, è priva di qualsiasi fondamento etimologico rigoroso: bast è, in dialetto, il basto, la sella degli animali da soma, la particolare bardatura che viene utilizzata per fissarvi il carico. In relazione al dialetto, il toponimo potrebbe indicare il punto in cui si caricavano i muli, gli asini o le priàle prima della salita all’alpeggio o, all’opposto, il punto di arrivo dopo la ripida discesa dalla paghera.
FONTI INFORMATIVE
Dagli Statuti della Vicinia di Berzo-Demo, che risalgono al 1656, il toponimo viene citato al Cap. 36, proprio come punto di uscita dalla paghera destinata al bosco pubblico.
Ne riportiamo integralmente il contenuto.
Cap 36
Che si possa conceder una colam nella paghera infavolata
E’ stato terminato dalla vicinia et homini nominati nel principio di questi statuti che, per la libertà a loro datta in publica vicinia di dar le colomme solamente con questo patto che sia visto il bisogno dal soprastante et pagarà de datio lire setteper piede, et si inhibisse che non vada a tagliare dette colomme se non vi sarà presente il detto soprastante con obligo che il detto giorno che haverà taliato detta colomme habiano di condurla fora di detta pagera, et condurre dezzà del Corno da Basto, et se saranno visti a condor detta colomme et che sia visto dalli campari overo da altri, stando che tutti li possono chiamare habiano a giurare che sia quella a lui consegnata dal detto soprastante et habia da Giurare di non taliar altro piede di quelle, cioè giurare in mano di detto soprastante.
( Statuti del Comune di Berzo-Demo – 1656, Pubblicazione dell’Amministrazione Comunale, 1988)
Note:
La PAGHERA INFAVOLATA è la parte di bosco destinata all’uso comune, regolato da rigide disposizioni che ne vietavano o limitavano lo sfruttamento. Come si legge dal documento, era severamente vietato ai privati tagliare legna nella paghera senza averne fatta esplicita richiesta, poichè il bosco costituiva un bene di primaria importanza per l’economia del paese.
Era compito dei soprastanti (eletti ogni anno il primo giorno del mese di gennaio – cfr. Cap.7) provvedere al controllo delle attività che si svolgevano nella paghera, valutare ogni richiesta di taglio di legname prima di darne il consenso e riscuoterne e tributi stabiliti.
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